Cenni Storici
Dell’origine storica di Brunello si hanno scarse indicazioni tutte limitate a pochi documenti in cui peraltro il nome di Brunello vi figura scarsamente.
Intanto sull’origine del nome si ritiene che esso faccia riferimento all’albero delle prugne, prugnello o prunello, donde Brunello, che pare voglia indicare alla zona e agli abitanti il carattere della squisitezza e del dolce sapore (da ”La Prealpina” 26.7.1957).
Le prime memorie risalgono al 1300 circa: si afferma esserci qui esistito un convento di religiosi, o, come altri dicono, non essere stato Brunello altro che un feudo della famiglia Bossi, che qui aveva una casa, accanto alla quale fece costruire ed edificare l'attuale chiesa parrocchiale (da “Il Comune di Brunello” tesi geografica di A. Andreoni, P. Bernecich, G. Cottini, facoltà di Economia e Commercio Milano 1968/1969).
E’ comunque certo che la famiglia Bossi, il cui nome domina nella storia di tutti i paesi della regione Azzatese, ha avuto una parte predominante nella costruzione della chiesa e delle case annesse; i conti Bossi hanno lasciato la loro insegna, il bue novello, sulla chiesa Parrocchiale e sulla casa monacale e altre epigrafi, una dedicata a Bernardo Bossi, e stemmi gentilizi della casa.
L’anno di fondazione della Parrocchiale non è conosciuto e nemmeno sono noti coloro che la eressero.
Si presume che tra la consacrazione avvenuta il 16 ottobre 1545 da Melchiorre Crivelli, vescovo di Tagaste, nativo di Brunello, ove i suoi "dipendenti” dimorarono fino oltre il 1750, e la messa in opera non siano trascorsi meno di 150 anni.
L’evento della consacrazione è inciso nell’ultimo architrave entrando nella Chiesa. Questa supposizione può trovare riscontro in una descrizione sommaria del 1855 in occasione di una visita pastorale nella quale si legge: “ in detta Chiesa Parrocchiale vi ha una cappella con altare dedicata a Maria Vergine, dipinta sul muro da distinti pennello nel 1420”.
Tale pittura conferma la datazione a cavallo del XIV° secolo, inizi del XV° secolo.
E’ tradizione orale che la chiesa fosse appartenuta ad un ordine di religiosi che ivi avevano il loro convento. Il Gulini afferma (da “Storia di Milano” Vol. VIII°, G. Giulini, Milano 1916) che dagli affreschi esistenti e in special modo dalla raffigurazione di alcuni beati indossanti abiti di religiosi Umiliati nel grande affresco interno al Giudizio Universale, “è lecito supporre che proprio ad essi fosse appartenuta questa chiesa” di Brunello.
Gli umiliati furono un ordine religioso con una certa impronta eretica fondato nel 1017, ebbe diffusione in tutta l’Alta Italia, nel Veronese, Cremonese e Pavese. A Varese nacque nel 1233 la “Casa Vetera” o la “Cavedra degli Umiliati”. Il momento di massimo splendore l’ordine l’ebbe tra il XIII° e il XIV° secolo, la soppressione dell’ordine avvenne con bolla papale nel 1571
Nel governo della Chiesa subentrò con ogni probabilità agli Umiliati la nobile famiglia dei Bossi, che avevano un feudo che abbraccia tutto il territorio che da Gazzada si estende a Bodio, sulle rive del lago di Varese e che venne soprannominato “La Val Bossia”.
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Pare che appartenesse a loro da “tempi remotissimi” (X° sec.) si sa con certezza che essi appartenevano alle più nobili famiglie milanesi dell’ordine dei Capitani e che diedero poi una lunga serie di uomini di chiesa quali due Arcivescovi di Milano.
Il primo Parroco di cui si ha memoria è certo Gaspare della famiglia Bossi, che resse la chiesa dal 1565 al 1612. Ci si può meravigliare che la Parrocchia sia tanto lontana dal centro abitato (“un quarto di miglio”) ciò si spiega con il fatto che una volta di là passava l’antica strada consorziale Varesina, importante arteria di cui si può intravedere scarsa traccia tra i boschi sottostanti verso Crosio della Valle (La Prealpina 26.7.1957 cit.) Da ricerche effettuate da don Virginio Colzani, Parroco di Brunello, a proposito della Chiesa si afferma: nell’archivio parrocchiale non c’è memoria della sua origine, né i registri conservati risalgono oltre l’anno 1612. Si pensa che l’antica chiesa parrocchiale fosse in basso, sulla strada che conduce a Gazzada in località ancora oggi chiamata “Gesa” e che là esistette fino al 1889, perché è tradizione orale che anticamente il paese fosse costituito non sulla collina ma sulla strada che attraversa la pianura.
Nei secoli successivi non si sono manifestati, nella vita del Comune, elementi degno di particolare rilievo. Dal punto di vista economico e sociale il paese ha potuto contare sulla posizione geografica favorevole per sviluppare una serie di qualificate attività agricole tipiche della collina. Vigne, noceti, frutteti in particolare, in ogni caso la toponomastica del paese denuncia l’origine rurale del borgo.
Il centro del paese, compatto e arroccato sul punto culminante del rilievo collinare morenico è rimasto intatto negli anni e ancor oggi rappresenta la caratteristica peculiare.
Nel 1921, dopo l’avvento del fascismo, Brunello perde l’autonomia comunale in quanto viene annesso ad Azzate, costituendone una frazione.
Il 17 gennaio 1956, il Comune riconquista l’autonomia amministrativa.
In conclusione la storia di Brunello è la storia di un paese che lega le proprie vicende |